Black Friday nei negozi e online. I prezzi sono sempre convenienti?
Le indagini di Altroconsumo sui prezzi dei siti internet. I commercianti locali sfidano le offerte della rete. Confcommercio si attende un incremento del 42% degli acquisti, ma mette in guardia dall’allungamento del periodo. Confesercenti: <Il fatto che leva del prezzo sia diventata ormai l’unico fattore di competitività è vissuto come una condanna>
Febbre da Black Friday: una ricorrenza nata negli Stati Uniti – e celebrata oggi, quarto venerdì di novembre – sempre più amata e attesa anche dai consumatori italiani. In questo periodo è possibile usufruire di una serie di sconti eccezionali su prodotti delle più svariate categorie merceologiche. Dai negozi di elettronica, tra i primi ad aver proposto offerte imperdibili in questa giornata, a quelli di abbigliamento fino addirittura ai supermercati, il Black Friday dilaga sia nei punti vendita tradizionali che nel settore dell’e-commerce. E sono proprio i negozi online che per primi hanno adottato la strategia di distribuire le offerte lungo l’intera settimana che precede il Black Friday oppure di far partire le offerte dal giovedì precedente e di farle terminare il lunedì successivo, durante il cosiddetto Cyber Monday, giornata riservata alle offerte hi tech.
Ma le offerte in circolazione sono davvero così convenienti?
Altroconsumo ha monitorato i prezzi dei principali e-commerce scoprendo che in realtà nella maggior parte dei casi il prezzo con cui vengono messi a confronto i prezzi Black Friday è quello di listino del prodotto al momento del lancio e quindi quasi sempre superiore a quello praticato dal sito stesso nelle settimane precedenti; questo allo scopo di renderlo più attraente ed appetibile ai potenziali acquirenti. Le percentuali di sconto possono quindi risultare esagerate. Inoltre, l’Organizzazione dei consumatori ha riscontrato che non sempre le offerte sono imperdibili come sembra: in alcuni casi sarebbe bastato un attento monitoraggio dei prezzi per trovare offerte simili anche nel corso dell’anno.
Il monitoraggio prezzi Altroconsumo: vere offerte o “specchietto per le allodole”?
Per quanto riguarda Mediaworld, dal monitoraggio dei prezzi emerge che, complessivamente, i prezzi Black Friday sono più bassi mediamente dei prezzi praticati nelle settimane precedenti del 19,3% e mediamente superiori al minimo di mercato del 1,8%.
Anche Euronics quest’anno ha fatto partire le offerte Black Friday con un giorno d’anticipo, offerte che si concluderanno anche in questo caso il 2 dicembre, il “Cyber Monday”. Nel complesso, i prezzi BF praticati da Euronics sono mediamente superiori al minimo di mercato del 7,1%.
Per quanto riguarda Unieuro le offerte BF sono mediamente inferiori del 9,7% rispetto ai prezzi praticati dal sito nelle settimane precedenti e mediamente più costose del 5,2% rispetto ai prezzi minimi di mercato.
Il “caso” Amazon
Per quanto riguarda Amazon, tutte le offerte analizzate sono mediamente più economiche rispetto al prezzo praticato in precedenza del 25,4%. Si può notare che a differenza degli altri Big Player dell’e-commerce, Amazon sta – di anno in anno – concentrando sempre più le promozioni su categorie merceologiche differenti rispetto a quelle degli altri competitor: sono infatti quasi del tutto assenti offerte nei settori dei grandi elettrodomestici, delle Tv, dei tablet e degli smartphone.
I consigli degli esperti Altroconsumo
Sconti e offerte «eccezionali» fanno gola a tutti ma attenzione ai prezzi troppo bassi rispetto ai prezzi di listino: meglio verificare su altri siti, in qualche caso potrebbe essere un falso o rivelarsi una truffa. Non sottovalutare l’aspetto del sito: testi tradotti male o scritti solo in inglese potrebbero essere frutto di traduzioni automatiche quindi meglio diffidare. Attenzione anche all’identità del professionista che deve essere individuabile in maniera chiara, sono sintomi di affidabilità la presenza del numero di partita Iva, numero di telefono fisso, indirizzo fisico e ulteriori dati utili per contattare l’azienda. Chi non rende disponibili queste informazioni probabilmente non vuole essere rintracciabile e ha qualcosa da nascondere.
La recensione a volte guida l’acquisto, ma può essere fake
Altroconsumo, insieme ad altre associazioni di consumatori europee ha analizzato tre piattaforme: Amazon (siti locali belga/francese, italiano, spagnolo), TripAdvisor e Booking (in aggiunta anche la versione portoghese) per scoprire se effettivamente ci sono recensioni che potrebbero essere false e guidare quindi in maniera truffaldina le scelte dei consumatori. L’analisi, condotta con strumenti informatici, ha riguardato una serie di aspetti come la lunghezza delle recensioni, la presenza di frasi ricorrenti, il concentrarsi di un numero elevato di recensioni in un periodo relativamente breve di tempo e la quantità di recensioni di uno stesso autore. Nel caso di Amazon sono stati analizzati 22.718 prodotti e quasi 2 milioni di recensioni in totale ed è emerso che l’8,38% dei prodotti ha recensioni sospette. Un dato che scende al 6,20% nel caso di TripAdvisor (oltre 8mila hotel analizzati e quasi 2 milioni di recensioni). Ancora più bassa, solo il 2,10%, la percentuale di recensioni sospette riscontrate su Booking (quasi 3 milioni di recensioni analizzate e quasi 16 mila hotel).
Alla luce di questi risultati, Altroconsumo ha fatto presente alle piattaforme in questione la presenza di prodotti e hotel i cui voti potrebbero essere alterati da recensioni fake, suggerendo di escludere i venditori che provano ad ottenere giudizi falsi.
A sfidare anche nel black friday la macchina da guerra dei siti sono i commercianti sul territorio. Federmoda Confcommercio Genova stima un incremento del 42% circa delle vendite in 500 negozi associati e aderenti al Black Friday su Genova e Provincia.
Manuela Carena, vice presidente Federmoda Confcommercio Genova si attende un un incremento medio delle vendite del 42%. <Per le attività commerciali il venerdì sarà effettivamente nero perché, pur incrementando il volume delle vendite, diminuiranno i margini in piena stagione> dice.
<Guardiamo con attenzione a questo evento che arriva dagli Usa con sempre più forza mediatica e dà avvio allo shopping natalizio con prezzi ribassati unicamente per quel giorno. Condanniamo però quella versione “made in Italy” – dice Gianni Prazzoli, presidente di Federmoda Confcommercio Genova – che, da “evento-brand” si è snaturato in weekend o addirittura in settimane di sconti, sacrificando in piena stagione le marginalità già risicate dei negozi multibrand. Per questo La nostra Federazione sta già lavorando per organizzare un evento come lo “Small Business Day” capace di riconoscere e valorizzare il ruolo di presidio sociale ed il contributo dei nostri negozi in termini di professionalità, servizio, sicurezza e decoro alle nostre città. Sarebbe d’aiuto e darebbe maggiore attenzione ai negozi sotto casa, incoraggiando al contempo residenti, consumatori e comunità a supportare le piccole attività senza chiedere in cambio sconti che non fanno altro che mettere in crisi la sopravvivenza del nostro modello di vendita>.
<È chiaro a tutti che, con la globalizzazione, è impossibile competere con i colossi del web, così come è altrettanto chiaro che una giornata di sconti in piena stagione non potrà mai rappresentare un punto di svolta per le nostre attività, ma con una giornata dedicata alle piccole imprese del territorio si può provare a costruire una diffusa e condivisa consapevolezza sul loro reale valore> conclude Carena.
Nelle scorse settimana Fismo Genova (Federazione Italiana Settore Moda) ha promosso sulla pagina Facebook di Confesercenti Liguria un sondaggio per tastare l’opinione degli esercenti in merito al Black Friday per cercare un confronto anche al di là del perimetro dell’associazione, sfuggire all’autoreferenzialità e a una certa retorica che da tutto per scontato. A votare sono state oltre un centinaio di imprenditori, che hanno inoltre animato il dibattito con decine di commenti.
< Dal sondaggio – commenta Francesca Recine, presidente di Fismo Confesercenti Genova – è emerso chiaramente il fortissimo grido di dolore della categoria dell’abbigliamento: il fatto che la leva del prezzo sia diventata ormai l’unico fattore di competitività è infatti vissuto come una condanna, o meglio come una definitiva sentenza di chiusura per gli esercizi indipendenti se non s’inverte la rotta. Ognuno resta ovviamente libero di fare come crede – chiarisce Recine – ma non si può non porre l’accento sul bisogno reale degli esercenti di rivedere una regolamentazione inadatta a gestire il tema nel suo complesso: dai saldi alle vendite promozionali, dalle fidelity card all’e-commerce. In tal senso registriamo con piacere come anche l’altra associazione di categoria sia passata dall’esaltazione senza se e senza ma del Black Friday, ad una presa di coscienza della drammaticità della situazione del settore e del bisogno di trovare proposte e soluzioni alternative. È necessario accelerare sul riconoscimento dei marchi di qualità del commercio di vicinato e pensare ad iniziative di valorizzazione della categoria che esulino dal tema degli sconti e puntino piuttosto sulla qualità e sugli incentivi agli investimenti del piccolo commercio, il tema deve tornare di attualità nell’agenda politica>.


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